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Alla fine, dopo il solito beta period e una lunga attesa (oltretutto questa volta i risultati della beta sono usciti prima che l’esame ufficiale venisse rilasciato), l’esame VCAP5-DCD è disponibile a tutti. Tutte le informazioni sono sul sito web ufficiale.

Sono confermati i rumor che davano incluso l’upgrade anche del VCP, ma solo per chi è già VCAP4-DCD e solo per un brebe periodo di tempo. Sinceramente questo aspetto o veniva confermato subito o, ora come ora, è inutile… mi chiedo chi dei VCAP4-DCD non abbia fatto subito l’upgrade a VCP5, prima del 29 febbraio 2012?! A questo punto era molto meglio uno sconto sull’esame!

Come sempre, per tutti gli esami VCAP, è necessario richiedere la VCAP5-DCD Authorization, operazione semplice, ma che può richiedere anche 2 giorni… quindi pianificatela.

Il Blueprint dell’esame è in versione 1.1 e sembra del tutto simile a quello della beta. L’esame VDCD510 consiste in 100 domande che sono un misto tra scelta multipla, drag-and-drop e design (c’è una demo per l’ambiente di design, che comunque è simile a quello dell’esame 4).

Il tempo a disposizione è di 225 minuti con un extra tempo per chi non è in lingua inglese (e svolge l’esame in una nazione non considerata in lingua inglese).

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Ieri sera si è concluso il due giorni di tour de force dell’evento Microsoft Virtualization & Private Cloud Conference 2012.

Inizierei subito a ringraziare gli organizzatori per questa oppurtinità, ma soprattutto ringraziare i partecipanti che hanno effettivamente partecipato in modo attivo e costruttivo.

Proprio la partecipazione è stata impressionante: 55 partecipanti alla sessione serale (ed è un numero notevole, visto che la sessione è finita alle 19:00 per proseguire poi con numerose domande) e ben 64 nella sessione pre-pranzo di ieri (con ancora numerose domande e feedback). Anche i giudizi (che non so se posso rendere pubblici) sono positivi e probabilmente hanno premiato il taglio orientato a non annoiare chi già conosceva gli argomenti ma nel contempo a coinvolgere chi gli argomenti specifici non li conosceva proprio.

D’altro canto mi sono reso conto che in appena 30 minuti le due sessioni (ma noto che non solo le mie) peccavano un po’ di ottimisto sugli obiettivi e sugli argomenti… Il suggerimento agli organizzatori è provare a rivedere la durata di questo tipo di sessioni per incrementarla di almeno 10 min. L’alternativa diventa quella di trattare solo un argomento molto specifico, ma in modo potenzialmente superficiale.

Sarebbe anche bello pensare a dei lab ma ovviamente è impegnativo gestirli. In teoria si potrebbero “riciclare” i lab on line di Microsoft, ma problemi di banda potrebbero gravemente comprometterne la fruibilità.

Come avrete notato ho sempre evitato di parlare di confronti (a meno di richieste particolari) con vSphere sia per cercare di mantenere una posizione neutrale (e comunque avevo già pubblicato un post sull’analisi dei differenti hypervisor), sia perché nella fascia Enterprise al momento il confronto è difficile. Con la versione successiva di Hyper-V almeno l’aspetto feature potrà essere in buona parte compensato (rimarranno vari vantaggi specifici sia per uno che l’altro), come già era intuibile nel confronto Hyper-V 3.0 vs vSphere 5.0. Ma non è solo una questione di feature.

Sicuramente la nuova famiglia System Center 2012 è migliorata in modo particolare e il VMM di fatto diventa un misto tra VMware vCenter Server e vCloud Director a cui possiamo sommare l’Orchestrator che diviene la controparte del vCenter Orchestrator. Quindi anche a livello management, ma soprattutto automazione, le cose si stanno facendo interessanti.

Rimane comunque la validità di eventi formativi ed informativi come questi… al di là che una tecnologia (o un prodotto) possa piacere o meno, solo il conoscere (non necessariamente in modo approfondito) permette di poter esprimere giudizi e fare delle valutazioni (e magari anche apprezzare quello che si è scelto). Scegliere o valutare solo per sentito dire è rischioso e comunque demanda ad altri il potere di influenzare le scelte.

Per informazioni sull’evento vedere anche i post precedenti:

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Per il secondo (e ultimo) giorno della Microsoft Virtualization & Private Cloud Conference 2012 il mio intervento sarà:

  • Titolo: Configurare Clustered Shared Volume e iSCSI per un ambiente in alta affidabilità  |  VC18
  • Abstract: La gestione dello storage è essenziale in un’ambiente in alta affidabilità, soprattutto se si vuole implementare la Live Migration.
    La sessione analizza come gestire gli storage per supportare un Failover Cluster, parleremo del protocollo iSCSI, di come creare e esporre  LUN, di come mapparle sui server e come implementare la ridondanza del canale tramite Multipath.
    Per implementare la Live Migration è necessario utilizzare il nuovo Clustered Shared Volume (CSV), vedremo come funziona, come configurarlo e che problematiche possono esserci in determinate condizioni.
  • Slide: Formato PDF

Benché orientato sugli aspetti dei Failover Cluster in ambiente di virtualizzazione, in questo intervento si tratteranno anche aspetti più generici come la configurazione di storage iSCSI in ambiente Windows (ma i concetti di multi-path sono in realtà indipendenti dal sistema operativo).

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Come già scritto, in questi due giorni sono stato invitato come speaker al Microsoft Virtualization & Private Cloud Conference 2012 con due interventi rispettivamente sul networking (oggi) e sullo storage (domani) in ambito Hyper-V.

Gli interventi saranno di tipo “how-to”, ma voglio anche cercare di fornire una panoramica generale (o almeno metterla nelle slide) e alcuni aspetti di design (alcuni dei quali possono essere applicati a qualunque piattaforma di virtualizzazione).

Per l’intervento di oggi questi i dettagli:

  • Titolo: Gestione del networking in ambiente Hyper-V cluster e supporto per Live Migration  |  VC08
  • Abstract: La progettazione e la corretta configurazione del networking sono essenziali in un ambiente virtuale e lo sono ancora di più se si vuole implementare la Live Migration.La sessione analizza come implementare correttamente un ambiente in alta affidabilità che supporti Live Migration e come configurarlo correttamente. Vedremo inoltre l’impatto che ha sul networking il Clustered Shared Volume quando lavora in redirected mode e come mitigare questo impatto.Vedremo inoltre le nuove funzionalità relative al networking introdotta da Windows Server 8 e Hyper-V 3.0.
  • Slide: Formato PDF

Aspetti che possono interessare tutti sono il desing di una rete e gli aspetti legati al NIC Teaming nei sistemi operativi Windows.

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Il server Dell PowerEdge™ R720 è uno dei nuovi modelli 12G. Lavorando per un partner Dell ho avuto modo di vederlo e provarlo per alcuni giorni e queste sono le mie considerazioni.

Ovviamente monta i nuovi processori (Intel® Xeon ® processor E5-2600 product family), che hanno un posizionamento da parte di Intel (visto che l’ultimo zero indica proprio la serie Intel) alquanto curioso… almeno nella scelta dei numeri (vedere quanto già scritto in Più grande è sempre meglio? Per Intel non è detto) … Il paradosso è che il vecchio modello R810 con due Xeon E7 alla fine costa di più di un nuovo R720 (sulla carta più potente).

Per quanto riguarda la memoria direi i 768GB massimi, grazie ai 24 slot per DIMM, possono bastare per molti progetti di virtualizzazione.

Anche la connettività è interessante, visto che persino le schede di rete integrate sono in realtà modulari e configurabili a piacere: 4x1Gbps o 2x10Gbps e Broadcom o Intel). E il numero di slot a disposizione può bastare (benché alcuni slot sono ad altezza ridotta):

  • 7 PCIe slots:
    One x16 full-length, full-height
    Three x8 full-length, full-height
    Three x8 half-length, half-height

Il layout è estremamente semplice, pulito e funzionale… oltre che ben documentato dalle varie etichette… incluso il nuovo QR code (che tra l’altro suggerisce pure l’esistenza di una app specifica, che però non ho ancora provato).

Il pannello frontare è lo stesso della versione precedente, a parte la vFlash media che ora è stata portata davanti e facilmente raggiungibile (prima era sulla iDRAC). Cambiano anche il numero di dischi a disposizione:

  • 2.5″ Chassis with up to 16 Hard Drives
  • 2.5″ Chassis with up to 8 + 8 Hard Drives and 2 Controllers
  • 3.5″ Chassis with up to 8 Hard Drives

Vi è anche un nuovo controller RAID (PERC H710P Integrated RAID Controller, 1GB NV Cache), che però non sembra troppo diverso dal vecchio H700.

L’interno, come già detto, è molto pulito ed ordinato:

Anche le interfacce SAS sono facilmente raggiungibili ed è presente anche un’inferfaccia interna.

Finalmente la SD per la virtualizzazione può essere ridondata anche sui modelli della serie 7 (e pare anche sulla serie 6)… buon passo in avanti visto che prima era limitata solo a pochi modelli (R81x e R91x)… rimane comunque anche una porta USB interna (ma stavolta solo una):

L’aspetto che più mi ha impressionato è l’incredibile silenziosità del sistema e come gestisca la velocità delle ventole… Sembra sia diventato più silenzioso di molti desktop. Il fatto che poi possa lavorare a temperature più alte rende il server pure conveniente per ridurre i costi legati alla climatizzazione della sala CED.

Esiste infine una variante particolare chiamata PowerEdge™ R720xd (che di fatto ricalca il layout di modello simile del R510). Questo modello raggiunge una capacità massima di storage di 38TB raw con diverse configurazioni (tutte hot-plug):

  • Up to 24 x 2.5” (front) + 2 x 2.5” (back)
  • Up to 12 x 3.5” (front) + 2 x 2.5” (back)

Diventa quindi interessante anche come virtual storage o backup appliance…

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Oggi è stato pubblicato un nuovo contribuito sul sito Backup Academy: il corso (in inglese maccheronico) si chiama “Basic principles of backup policies” ed è tenuto da me.

In questa lezione cerco di spiegare i concetti basilari delle policy di backup, fornedo anche qualche informazione sul flusso logico e il processo per definire un piano di backup. Vengono inoltre forniti dettagli su alcuni aspetti legati alle policy, come ad esempio il cosa, dove e come.

Lo scopo di questo corso è quello di fornire le basi e i concetti legati ai backup e alle loro policy. Per gli aspetti più tecnici esistono numerose altre lezioni su Backup Academy.

Basic principles of backup policies
by Andrea Mauro (vExpert, MCITP, VCDX)
  • What is a backup policy
  • Design a backup plan
  • What defines a backup policy
  • Where do backups go
  • How will backups be performed

The site www.backupacademy.com is dedicated to IT and Storage professionals who are looking to learn the basics of performing backups and recovery of a virtual environment.  This site is product / vendor neutral and is supported by experts in their respective fields.

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DatacenterDynamics Converged mette in relazione persone, processi e tecnologie necessarie  a creare un gruppo internazionale di professionisti dell’industria dei data center.

Vengono organizzate sessioni formative rivolte a tutti coloro che sono in procinto di progettare un data center o di migliorarne la gestione. Gli argomenti trattati durante le sessioni si articoleranno dalla scelta e alla costruzione di un nuovo sito, alle procedure di cooling (refrigerazione), alla power continuity fino a giungere all’ottimizzazione e gestione efficienti di un data center.

La sessione di Milano 2012 è prevista per il 7 giugno. Per maggiori informazioni visitate la pagina ufficiale dell’evento.

Quest’anno sono tra gli speaker dell’evento, con un intervento incentrato sul risparmio energetico applicando consolidamento e virtualizzazione.

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Si ripete (la prima edizione è stata ad aprile) il webminar sulla gestione dei backup di Hyper-V con Veeam Backup & Replication, completamente in italiano (Speaker – Silvio Di Benedetto).

  • Abstract: Il backup degli ambienti virtuali è una delle operazioni più importanti che ci siano per mettersi al riparo da possibili problemi. In questo webcast vedremo come Veeam Backup & Replication aiuti gli utenti a proteggere il proprio ambiente in modo facile e veloce.
  • Quando: venerdì 25 maggio alle 10:30.
  • Registrazione: Link di registrazione.
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